Catania e la sua area metropolitana si trovano davanti a un bivio decisivo per il proprio sviluppo infrastrutturale.
In vista del delicato passaggio della Legge di Bilancio all’Assemblea Regionale Siciliana, il sindaco Enrico Trantino ha rotto gli indugi formali presentando un piano d’azione tanto ambizioso quanto dettagliato. Attraverso una nota ufficiale inviata al presidente della Regione, Renato Schifani, e all’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino – e condivisa con tutti i deputati regionali del territorio catanese – il primo cittadino ha messo sul tavolo le necessità urgenti del capoluogo, quantificate in un fabbisogno complessivo di 251 milioni di euro.
Il piano non è una semplice lista della spesa, ma un’agenda strategica articolata in otto interventi mirati. L’obiettivo dichiarato è quello di generare un impatto profondo e immediato su pilastri fondamentali per la crescita della comunità: la sicurezza del territorio, la sostenibilità ambientale, lo sviluppo del turismo e il potenziamento dell’attrattività industriale.
Ma tra le righe del documento, a catturare l’attenzione e ad accendere il dibattito pubblico è soprattutto la proposta legata alla mobilità e alla rivoluzione dei trasporti: il progetto della “City Line”
Per quest’opera, Trantino ha chiesto un primo stanziamento da 25 milioni di euro destinato esclusivamente alla progettazione.
La City Line si presenta come una metropolitana leggera sopraelevata, un’infrastruttura pensata per spezzare l’isolamento dei comuni della fascia nord etnea – come Gravina, Mascalucia, Tremestieri e Sant’Agata li Battiati – e connetterli direttamente al cuore di Catania e alla Stazione Centrale.
Lo studio di fattibilità, già affidato a un pool di tecnici specializzati tramite bando, delinea un’opera monumentale: un tracciato di circa 20 chilometri totalmente isolato dal traffico cittadino, che si svilupperà prevalentemente su viadotti sopraelevati, limitando al minimo i tratti a raso o in galleria. Questo isolamento permetterà ai treni di viaggiare a velocità elevate e con frequenze costanti, offrendo ai pendolari un’alternativa reale e competitiva all’uso dell’automobile privata.
L’intero impianto della City Line è stato concepito per essere realizzato in quattro fasi successive, per un totale di 23 stazioni. La prima tratta collegherà la stazione Milo a Gravina Sud, toccando nodi nevralgici come la Cittadella Universitaria, il Policlinico e il parcheggio scambiatore dei Due Obelischi. Da qui si dirameranno le fasi successive: la seconda spingerà la linea fino a Mascalucia, la terza devierà verso San Giovanni La Punta e la quarta chiuderà l’anello metropolitano ricongiungendosi alla storica fermata urbana di Borgo.
Dietro la richiesta dei 25 milioni per i progetti, si nasconde però una sfida finanziaria gigantesca: la realizzazione complessiva della City Line richiederà infatti un investimento stimato in oltre 3 miliardi di euro (precisamente 3.045.186.790 euro).
L’idea di fondo è quella di integrare perfettamente questa nuova rete sopraelevata con l’attuale metropolitana della Ferrovia Circumetnea (FCE). Trasformando i nodi di Milo e Borgo in veri e propri hub d’interscambio, l’amministrazione punta a intercettare i flussi di migliaia di lavoratori e studenti che ogni giorno si riversano nel capoluogo, riducendo drasticamente l’inquinamento e i tempi di percorrenza.
Adesso la parola passa all’Assemblea Regionale: dal voto sulla prossima manovra finanziaria dipenderà il primo passo verso una Catania più moderna, connessa e sostenibile.
